Leggende

LEGGENDA SULLE ORIGINI DI BENEVENTO

LEGGENDA DELLE STREGHE

LEGGENDA DEL MAZZAMURIELLO

LEGGENDA DELLA ZOCCOLARA

LEGGENDA DELLA VECCHIETTA SUL PONTE LEPROSO





Leggenda sulle origini di Benevento

La leggenda attribuisce la nascita della città all’eroe greco Diomede, sbarcato in Puglia dopo la distruzione di Troia e, poi, trasferitosi nella conca beneventana tra i fiumi Sabato e Calore.
Diomede portò in città una zanna del mitico cinghiale Calidonio, un essere ferino di straordinaria possanza, che compare in diversi miti come antagonista di grandi eroi.

La zanna, in suo possesso perché il cinghiale era stato ucciso dallo zio di Diomede, Meleagro, venne da lui sepolta sotto la città, e da allora il cinghiale è divenuta il simbolo cittadino, tanto che oggi è raffigurato nello stemma comunale.
A testimonianza dell’origine greca della città c’è una moneta del IV secolo a.C. che raffigura un cavallo, simbolo di Diomede, nonché la scritta Malies, che si riferirebbe ad Apollo Maloesis, protettore del bestiame.

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Leggenda delle streghe

I soldati Longobardi usavano riunirsi intorno ad un noce, in una località vicino a Benevento, per svolgere un rito guerriero propiziatorio che consisteva nell’intrecciare vorticosi caroselli, correndo in sella al proprio cavallo e tentando di strappare con una lancia la pelle di un caprone appesa ai rami dell’albero. Il volteggiare dei cavalieri nella fantasia popolare, si trasformò nella ridda delle streghe. Inizialmente i riti cristiani convissero con quelli pagani fino a che il Vescovo Barbato avviò la conversione dei Longobardi al cattolicesimo e decretò l’abbattimento del noce, per suggellare la vittoriosa lotta della Chiesa sulle streghe e le potenze infernali. La leggenda delle streghe, però, non si esaurì e intorno al 1273 ritornarono a circolare racconti di riunioni notturne di donne intorno ad un albero sulle rive del fiume Sabato, da cui deriverebbe il termine “Sabba”. Alcune donne catturate con l’accusa di stregoneria e, sottoposte a terribili torture, confessarono la loro natura di streghe, e raccontarono di una formula magica recitata dopo essersi cosparse il corpo con un unguento:

Unguento, unguento
Portami al Noce di Benevento
Supra acqua et supra vento
Et supre ad omne malo tempo

L’unguento era una mistura di erbe, sangue di animali e talvolta grasso di neonati, che veniva steso sul corpo tramite il manico di scopa con il quale avevano rigirato la pozione durante la preparazione e permetteva loro di volare, di scivolare sotto le porte in forma d’olio e di diventare invisibili. Quindi, dopo il rito, salivano a cavalcioni della stessa scopa e volavano fino al noce per il Sabba, la loro festa. Date precise scandivano queste sataniche riunioni, tra cui la notte di San Giovanni, la notte magica in cui tutto può accadere.

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Leggenda del Mazzamuriello

Il Mazzamauriello E’ uno spiritello domestico alto un paio di palmi con il volto di fanciullo, una cascata di riccioli biondi ed un cappellino rosso da elfo, dal quale non si separa mai. Il folletto si insediava in qualche casa e si divertiva a fare dispetti alle persone, disturbandone il sonno con rumori di vario tipo (rottura di piatti, colpi sordi, cigolii di porte) nonché soffiando nelle orecchie dei dormienti. Questo esserino era molto dispettoso, ma innocuo e addirittura, nei momenti di difficoltà, risultava molto benefico e porta fortuna. Infatti, quando restava a lungo in una casa, coincideva molte volte, con periodi di prosperità e fortuna perché lui, conoscendo il nascondiglio di antichi tesori, elargiva preziosi doni a chi lo ospitava, purché la sua presenza rimanesse segreta. Infatti, il nome indica che esso è lo spirito che “ammazza i mori o morelli – matas moros -“, cioè i nemici, e quindi è provvidenziale per la casa in cui entra.




Leggenda della Zoccolara

La Zoccolara è una donna che corre di notte lungo i vicoli del Triggio, riconoscibile per la risata demoniaca e per l’assordante rumore di zoccoli che produce al suo passaggio sull’acciottolato di pietra della strada. La leggenda racconta, infatti, che la donna indossava zoccoli di legno oppure cavalcava un cavallo i cui zoccoli battevano rumorosamente sulla strada. La Zoccolara, secondo le leggende medievali, rappresenta lo spirito di una “erbaiola” morta in circostanze misteriose, mentre altri la considerano una delle tante streghe di Benevento, probabilmente zoppa. La leggenda è nata perché, in passato, la zona era piena di prostitute e, per evitare che in quelle vie vi circolasse troppa gente dopo il tramonto, fu inventata la spaventosa storia della Zoccolara.





Leggenda della vecchietta sul ponte Leproso

Una leggenda racconta che sul ponte di notte ci sia una vecchietta che chiede, quale pedaggio per il passaggio, l’offerta di un oggetto qualsiasi. Nel caso di mancato pagamento, la vecchietta inizia a picchiare gli sfortunati passanti.

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