MUSEI

POLO MUSEALE DEL SANNIO costituito da:

•Monastero benedettino

•Arcos

•Museo di Sant’Ilario a Port’Aurea

JANUA IL MUSEO DELLE STREGHE

SCIPIONYX SAMNITICUS

MUSEO DIOCESANO

MUSA

GEOBIOLAB




Polo museale del Sannio

è costituito da diverse strutture

a. Monastero benedettino con Chiostro di Santa Sofia e Palazzo Casiello;
b. Arcos;
c. Sant’Ilario a Port’Aurea.

I biglietti possono essere acquistati per i singoli complessi o per l’intero polo museale del Sannio. Il biglietto cumulativo, chiamato UNICO, è valido 2 giorni.
I criteri per la riduzione e la gratuità sono valide per l’intero polo nonché per i singoli complessi.

PREZZO BIGLIETTO UNICO
intero: 6,00

Ridotto €4,00 per:
  • residenti in Provincia;
  • gruppi da 20 persone;
  • oltre 65 anni;
  • studenti possessori Carta Internazionale;
  • soci TCI e CTS;
  • amici del Museo del Sannio.
Gratuito per:
  • diversamente abili;
  • docenti accompagnatori di scolaresche;
  • giornalisti;
  • guide turistiche;
  • militari in divisa;
  • amministratori della Provincia;
  • ospiti e dipendenti della stessa;
  • personale Ministero Beni Culturali.




a Monastero benedettino con Chiostro di Santa Sofia e Palazzo Casiello

Storia. Il Duca di Benevento, Arechi II, successivamente alla costruzione della chiesa di Santa Sofia, vi annesse anche un cenobio femminile affidandolo alla sorella, la badessa Gariperga. Inizialmente dipendente dall’Abbazia di Montecassino, divenne, poi, monastero maschile, emancipandosi dal controllo cassinese. Gravemente danneggiato dal terremoto del 986, venne ricostruito nel XII secolo e divenne uno dei monasteri più importanti d’Italia. A partire dal 1595, i benedettini abbandonarono il monastero che subì, poi, gravi danni con il terremoto del giugno 1688 e del marzo 1702. Infatti, crollarono le aggiunte fatte nel periodo medievale e la cupola primitiva.

Funzione. Oggi, ospita la sede del Museo del Sannio che offre un panorama completo della civiltà del Sannio, con testimonianze sannitiche, ma anche preistoriche, greche, romane, per passare poi a quelle medievali, moderne e contemporanee.

Struttura del chiostro di Santa Sofia, parte del Monastero.
Il chiostro, posto all’inizio del percorso museale, è un raro esempio di arte medievale, a pianta quadrata, con una trifora e quindici quadrifore, con 47 colonne in granito, calcare o alabastro, di cui risulta di particolare interesse la colonna ofitica (colonna annodata), elemento architettonico dell’arte romanica. Le colonne sono sormontate da un capitello ed un pulvino ed i pulvini raffigurano particolari simbologie, tra cui la contrapposizione del bene e del male, il susseguirsi delle stagioni e le varie epoche storiche.

L’antico Palazzo Casiello era un tempo dimora dell’abate di Santa Sofia ed, a partire dal 2011, è stato acquistato dalla Provincia, per diventare il naturale ed ideale contenitore per l’esposizione di opere del XX secolo (settore contemporaneo).
All’interno del Palazzo in posizione sopraelevata e affacciantesi sulla Piazza Santa Sofia, si trova il giardino pensile del Mago, che contiene le opere bronzee di Riccardo Dalisi, artista, designer ed architetto di fama internazionale.

ORARIOPREZZO
Museo del Sannio +
Chiostro di Santa Sofia
PREZZO
Chiostro di Santa Sofia
Martedì – Domenica:
  • 09:00-19:00.
Intero: €4Intero: €2
Lunedì: chiuso.Ridotto: €2Ridotto: €1

La riduzioni e le gratuità sono valide per le stesse categorie dell’intero polo museale.

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b. Arcos (ovvero Arte Contemporanea Sannio)

Posizione. Il museo Arcos, inaugurato nel giugno del 2005 con la finalità di promuovere l’arte nel territorio del Sannio, si sviluppa nei sotterranei dell’ottocentesco Palazzo della Prefettura, recuperati con destinazione espositiva.

Funzione. All’interno del museo sono esposte:

  • mostre temporanee di artisti italiani e stranieri contemporanei, con un’attenzione particolare verso la produzione campana;
  • reperti archeologici provenienti dal tempio beneventano dedicato ad Iside e costruito dall’imperatore Domiziano tra l’88 e l’89 d.C., con materiali provenienti dall’Egitto. Ancora oggi non si è riusciti ad identificare il luogo dov’era situato il tempio, ma si sa che era attivo fino all’editto di Costantino (313 d.C.) e all’editto di Tessalonica (380 d.C.).

L’identificazione del luogo dove era allocato l’Iseo non è stato possibile non solo perché i ritrovamenti non sono avvenuti contemporaneamente, ma anche perché non erano concentrati in un unico luogo, bensì sparpagliati nell’intera città. La quantità e qualità dei reperti ritrovati consente, però, di affermare che esso fu uno dei più importanti luoghi di culto egizio del Mezzogiorno. Quindi, anche se il numero dei reperti è molto inferiore rispetto al museo Archeologico di Napoli o al museo Egizio di Torino, Arcos, rispetto a questi, vanta il maggior numero di manufatti egizi originali trovati in loco.

ORARIOPREZZO
Martedì – Venerdì:
  • 09:00-18:00.
Intero: €2
Sabato e Domenica:
  • mattina 09:00-13:00;
  • pomeriggio 15:00-18:00.
Ridotto: €1
Lunedì: chiuso. 

La riduzioni e le gratuità sono valide per le stesse categorie dell’intero polo museale.

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c. Museo di Sant’Ilario a Porta Aurea

Posizione. Il museo di Sant’Ilario a Port’Aurea, situato vicino all’Arco di Traiano, è ubicato in quella che fu la Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea che si trovava lungo un tratto della via Traiana.

Origine del nome: il nome della chiesa deriva dalla vicinanza all’Arco Traiano che nel Medioevo venne inserito nella cinta muraria e da allora venne chiamato Port’Aurea.

Storia. L’ex chiesa, è presumibilmente di origine longobarda (VI-VII secolo), costruita su rovine precedenti e ad essa venne, poi, annesso un monastero. Alla fine del XVII secolo fu sconsacrata e trasformata in casa colonica, subendo riparazioni e modifiche nel tempo che la resero irriconoscibile. Solo nel 1920 in quella casa venne individuata la chiesa di Sant’Ilario. I primi interventi di riqualificazione furono eseguiti nel 1952 e sono proseguiti fino al 1981, con il consolidamento della struttura ed il ripristino dell’ingresso originario nonché del tetto del tiburio più basso. Acquistata dalla Provincia, è stata ulteriormente restaurata ed i lavori si sono conclusi nel 2003.

Funzione. Il Museo, inaugurato nel 2004, consta della visita dellìambiente rettangolare della Chiesa con visione di un video multimediale che racconta le imprese militari dell’imperatore Traiano attraverso la proiezione e narrazione delle immagini delle sculture in altorilievo allocate sull’Arco che porta il suo nome.

Struttura della chiesa. La chiesa ha una semplice pianta rettangolare a cui si aggiunge un abside semicircolare su uno dei lati corti. Sull’edificio si elevano due torrette di diversa altezza, con tetto in tegole, sotto le quali si trovano due cupole visibili dall’interno. Vi sono due entrate, una sulla parete corta che guarda verso l’Arco di Traiano e l’altra aperta nell’abside. L’interno, attualmente spoglio, non presenta il solaio intermedio per consentire la visione delle strutture sottostanti la costruzione e tramite una passerella metallica si percorre la navata della chiesa, passando da una porta all’altra.

ORARIOPREZZO
Tutti i giorni:
  • mattina 10:00-13:00;
  • pomeriggio 16:00-19:00.
Intero: €2
 Ridotto: €1

La riduzioni e le gratuità sono valide per le stesse categorie dell’intero polo museale.

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Janua: il museo delle streghe

Unguento, unguento
Portami al Noce di Benevento
Supra acqua et supra vent
Et supre ad omne malo tempo

E’ la formula magica che la strega recita prima di prendere il volo

e recarsi al Sabba, per effettuare un rituale consistente in una danza sfrenata in cui è presente Lucifero in persona sotto sembianze di un caprone ed un nutrito consesso di demoni.

Il Sabba, il luogo di ritrovo delle streghe, era collocato sotto un immenso noce, lungo le sponde di un fiume, dove si recavano nelle notti di luna piena.
Quindi, la conformazione geografica di Benevento, che sorge alla confluenza dei fiumi Calore e Sabato, il suo paesaggio collinare ricco di boschi e grotte, nonché la presenza di alberi di noci, nell’immaginario collettivo fece eleggere la città quale privilegiato luogo di incontro di streghe e Janare.

Le streghe, nel contesto di Benevento, sono state spesso considerate come donne dotate di poteri magici, in grado di lanciare incantesimi, praticare la divinazione e interagire con il mondo del soprannaturale.

Le Janare, invece, sono creature leggendarie, spesso rappresentate come donne con ali di pipistrello, in grado di volare e tormentare le persone durante la notte. Il nome potrebbe derivare da Dianara, ossia «sacerdotessa di Diana», dea romana della Luna oppure dal latino ianua, ossia «porta» perché era proprio davanti alla porta, che, secondo la tradizione, era necessario collocare una scopa, oppure un sacchetto con grani di sale per non far avvicinare la Janara: la strega, infatti,costretta a contare i fili della scopa, o i grani di sale, avrebbe indugiato fino al sorgere del sole, la cui luce pare fosse sua mortale nemica. Secondo la tradizione, per poterla acciuffare, bisognava afferrarla per i capelli, il suo punto debole e se si riusciva a catturare la Janara, ella, in cambio della libertà, avrebbe offerto la protezione delle Janare sulla famiglia per sette generazioni.

Funzione del museo. l racconto di questo mondo simbolico, misterioso e magico, avviene all’interno di “ Janua – Il Museo delle Streghe di Benevento”, una mostra che è allocata presso alcune delle sale poste al piano terra di “Palazzo Paolo V” che si sviluppa attraverso racconti, testimonianze, documenti e rituali antichi e moderni

ORARIOPREZZO
Ottobre-Maggio: Mercoledì-Domenica:
  • mattina 10:00-12:00;
  • pomeriggio 16:00-18:00.
Intero: €4

Giugno-Settembre: Mercoledì-Domenica:
  • mattina 10:00-12:00;
  • pomeriggio 17:00-19:00.
Ridotto: €2 per:
  • over 65;
  • studenti;
  • gruppi di 20 persone.
 Gratuito per:
  • diversamente abili;
  • bambini (0-5);
  • guide turistiche.

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Scipionyx Samniticus, detto ‘Ciro’

Posizione. All’interno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Benevento e Caserta, nell’ex convento di San Felice su Viale Atlantici, è custodito in una lastra di calcare, il fossile, poerfettamente conservato, di un giovane esemplare di Scipionyx Samniticus, un genere di dinosauro vivente in Italia nel Cretaceo inferiore, circa 113 milioni di anni fa.
É stato ritrovato nel 1980 nell’area geopaleontologica di Pietraroja ed è stato giornalisticamente soprannominato “Ciro”.

Funzione. È il dinosauro più piccolo ritrovato finora. ma la cui importanza scientifica è enorme in quanto il fossile è quasi del tutto integro e conserva ancora alcune parti molli, tra cui i muscoli e intestino in cui sono state individuate tracce del suo ultimo pasto. Questo straordinario evento ha accresciuto la conoscenza di queste creature nonché delle loro abitudini alimentari.

ORARIOPREZZO
Lunedì – Venerdì:
  • 09:00-18:30.
Ingresso: gratuito.
Sabato e Domenica:
  • 09:00-13:00.
 

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Museo Diocesiano

Posizione. Il museo è allocato nella pseudocripta situata nella parte inferiore della Cattedrale/Duomo.

Storia. La riscoperta dell’area avvenne durante i lavori di ricostruzione della Cattedrale dopo la seconda guerra mondiale. Il museo è stato ufficialmente inaugurato nel 1981 per volere dell’arcivescovo Raffaele Calabria, per conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico artistico proveniente dalla Cattedrale di Santa Maria de Episcopio e dal territorio diocesiano. Negli anni ha subito ampliamenti ed è tutt’oggi in fase di completamento.

Struttura. Il museo consta di due sezioni: il percorso archeologico ipogeo e l’area propriamente espositiva, comprensiva anche della pseudocripta, specchio dei numerosi interventi iniziati in epoca romana-repubblicana e terminati intorno al XIV sec.
La pseudocripta consta di due navate, allineate in senso trasversale rispetto all’abside della soprastante Cattedrale, separate da un colonnato, realizzato con numerosi elementi di spoglio.

ORARIOPREZZO
Martedì-Sabato:
  • mattina: 09:00-13:00;
  • pomeriggio: 16:00-19:00.
Ingresso: gratuito.

Contributo: €3 per visite guidate.
Domenica e lunedì: chiuso.

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Musa

Significato del nome. E’ il museo della tecnica e del lavoro in agricoltura.

Posizione. Sorge in località Piano Cappele, a Benevento.

Funzione. E’ un centro di promozione culturale della storia dell’agricolturae delle tecnologie agrarie.La mostra è distribuita su dieci padiglioni ed espone esemplari di trattori e macchine agricole provenienti da tutto il mondo. Ci sono, inoltre, ricostruzioni degli ambienti di vita della società agricola tradizionale, una serie di schermi con filmati didattici, nonché il sistema multimediale della quadrisfera che racconta l’evoluzione del paesaggio rurale nel tempo.

ORARIOPREZZO
Martedì-Domenica:orario estivo:
  • mattina: 09:00-13:00;
  • pomeriggio: 17:00-20:00.
Ingresso: gratuito.
Martedì-Domenica:orario invernale:
  • mattina: 09:00-13:00;
  • pomeriggio: 15:00-18:00.

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Geobiolab

Funzione. E’ una struttura didattico museale che si sviluppa in un’area di circa 1.000 mq, attorniata da 25.000 mq di terreno agricolo. L’esposizione è dedicata alla Terra ed all’evoluzione della bioversità ed è curata dalla Mizar srl del noto fisico e divulgatrore scientifico Paco Lanciano.

Origine del nome. La visita è suddivisa in due macro percorsi sulle tematiche GEO (Terra) e BIO (Vita).

Si esplorano, quindi, i processi che portarono alla formazione della crosta terrestre, i fenomeni vulcanici, il ciclo delle acque ma anche la nascita di flora e fauna e la diversificazione e proliferazione delle specie, il tutto grazie all’ausilio di realtà virtuale, filmati in 3D, foto, ricostruzioni scenografiche, exhibit, macchine parlanti e laboratori.

ORARIOPREZZO
Martedì-Domenica:
  • aperto su prenotazione.
Intero: €4
Lunedì: chiuso.Ridotto: €2 per:
  • over 65;
  • gruppi almeno di 15 persone;
  • possesori di Carta Internazionale dello Studente;
  • soci di Touring Club Italiano.
Telefono : +39 348 344 1640 Gratuito: €2 per:
  • diversamente abili;
  • insegnanti e docenti accompagnatori di scolaresche;
  • giornalisti;
  • guide turistiche;
  • militari in divisa;
  • personale Ministero Beni e Attività Culturali e dei Musei di enti locali.

Il Geobiolab è momentaneamente chiuso per lavori di MANUTENZIONE STRAORDINARIA.

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