Storia
La fondazione di Benevento è da attribuire agli Osci, passando poi ai Sanniti. Florido centro della civiltà sannita, entrò per la prima volta nella storia allorché i Sanniti sconfissero il potente esercito romano nella battaglia delle Forche Caudine (321 a.c.). e pare che proprio a seguito di tale episodio i latini denominarono la città “Maleventum” (cattivo presagio). Successivamente, nel 275 a.C., i Romani, dopo aver sconfitto Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti a difesa dei sanniti, trasferirono a “Maleventum” il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino e le mutarono il nome in “Beneventum” (evento felice), odierno Benevento. La città divenne un importante centro strategico politico ed economico in quanto posizionata lungo le vie di collegamento tra Occidente (Roma) ed Oriente (Brindisi, il porto di collegamento con l’Oriente).
La caduta dell’Impero Romano segnò un periodo di decadenza anche per Benevento, che assurse a nuova gloria sotto la dominazione Longobarda. I Longobardi realizzarono numerose opere architettoniche, come l’ampliamento della cinta muraria; la chiesa di S.Sofia, oggi patrimonio Unesco; l’attiguo monastero benedettino (oggi Museo del Sannio) con il bellissimo chiostro. A tale periodo risale la leggenda delle Streghe.
La morte dell’ultimo principe Longobardo, segnò il passaggio di Benevento al dominio pontificio, che durerà fino al 1860. In questo lungo periodo Benevento subì alterne vicende, divenendo possedimento di Federico II e poi di Manfredi; fu poi occupata nel 1806 dalle truppe francesi di Napoleone. Benevento fu, nell’età pontificia, sede di cardinali tra cui Cardinale Vincenzo Maria Orsini, divenuto poi Papa Benedetto XIII che, amando la città, realizzò numerose opere pubbliche. Con l’Unità d’Italia, Benevento fu liberata dal dominio pontificio per opera del partito garibaldino, con un’azione incruenta. Con decreto 25 ottobre 1860 di Giorgio Pallavicini fu dichiarata Provincia d’Italia.
Leggenda
La leggenda attribuisce la nascita della città all’eroe greco Diomede, sbarcato in Puglia dopo la distruzione di Troia e, poi, trasferitosi nella conca beneventana tra i fiumi Sabato e Calore.
Diomede portò in città una zanna del mitico cinghiale Calidonio, un essere ferino di straordinaria possanza, che compare in diversi miti come antagonista di grandi eroi.

La zanna, in suo possesso perché il cinghiale era stato ucciso dallo zio di Diomede, Meleagro, venne da lui sepolta sotto la città, e da allora il cinghiale è divenuta il simbolo cittadino, tanto che oggi è raffigurato nello stemma comunale.A testimonianza dell’origine greca della città c’è una moneta del IV secolo a.C. che raffigura un cavallo, simbolo di Diomede, nonché la scritta Malies, che si riferirebbe ad Apollo Maloesis, protettore del bestiame.
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