Urbanistica

CINTA MURARIA E PORTE

QUARTIERI




Cinta muraria e porte

La città era un centro economico di fondamentale importanza in quanto posizionata lungo la vie di collegamento tra Roma e Brindisi, il porto di collegamento con L’Oriente. Le due vie che attraversavano Benevento erano:

  • via Appia Antica che penetrando dalla porta Arsa, si immetteva nella Civitas Nova, fatta realizzare dal duca Arechi II, che oggi costituisce il Rione Triggio;
  • via Traiana, una variante della via Appia che, penetrando dalla Port’Aurea, attraversava la città trasversalmente, da nord a sud, secondo il tracciato dei cardini. Essa, come racconta Orazio, collegava Beneventum (Benevento) a Brundisium (Brindisi), attraverso Aecae (Troia), Herdonia (Ordona), Canusium (Canosa di Puglia), Rubi (Ruvo di Puglia), Butontum (Bitonto); da qui proseguiva lungo la costa toccando Barium (Bari) ed Egnatia (presso Fasano). per proseguire, poi, per Brindisi.


La città è caratterizzata dal castrum, con una cinta muraria di forma quadrangolare i cui vertici erano segnati da otto porte: 1. Porta Somma; 2. Port’Aurea; 3. Porta Rettore; 4. Porta Gloriosa o Porta del Calore; 5. Porta San Lorenzo; 6. Port’Arsa o Portella delle calcare; 7. Porta Rufina; 8. Porta Foliarola.
Oggi sono sopravvissute solo:

Porta Aurea, che sfrutta il fornice dell’Arco di Traiano;

Porta Arsa, l’ingresso al rione Triggio, è detta anche Porta delle calcare» per la vicinanza alle antiche fornaci di calce.

Porta Somma, così chiamata perché era posta nel punto più alto della città. E’ stata inglobata nella Rocca dei Rettori.

La cinta muraria di Benevento, ancora in discreto stato di conservazione, costituisce un raro esempio di cinta urbana altomedievale. Ne rimangono oggi alcuni tratti consistenti:

Torre della Catena: avamposto difensivo che costeggia via Torre della Catena e delimita a sud il quartiere medievale del Triggio, proteggendolo da eventuali assalti provenienti dal ponte Leproso.

La presenza in basso di cinque bugne emisferiche che, poste su una linea orizzontale che separa le strutture superiori dalla base della torre, formano una catena che dà il nome al fortilizio;

Torre del Santo Panaro è posizionata sul lato settentrionale che costeggia viale dei Rettori ed è di forma circolare.

E’ così chiamata per l’inserimento alla base di un bassorilievo raffigurante un agronomo addetto alla misurazione delle granaglie.


Torre Biffa

Storia. Anticamente la torre Biffa era una delle torri di guardia dell’antica cinta muraria di Benevento, risalente all’incirca al XV° secolo e situata sulle sponde del fiume Calore. Successivamente è stata inglobata nel giardino del vicino Palazzo Pedicini Ielardi, e fu adattata a Piccionaia. Durante la seconda guerra mondiale, scampó al bombardamento dagli alleati che tentarono, invano, di distruggere il vicino Ponte Vanvitelli. Nel dopoguerra, essendo stati distrutti gran parte dei palazzi che si trovavano sulle sponde del fiume, si pensò di realizzare una strada, via Posillipo, che isolò la torre dall’antico complesso dal giardino del palazzo Pedicini Ielardi

Il Comune di Benevento, neo proprietario della Torre restaurò il tetto, ma dagli anni cinquanta nessun altro intervento è stato compiuto.

Visitabile solo dall’esterno.





Quartieri: Rione Triggio

Origine del nome e posizione. Il rione Triggio, dal latino “Trivium”, letteralmente trivio, ossia incrocio di tre strade è il quartiere compreso tra le mura longobarde di via Torre della Catena (che si aprono nella Port’Arsa), Piazza Cardinale Pacca (o Piazza Santa Maria) e il Duomo, con accesso tramite l’Arco del Sacramento. Il quartiere era il cuore della cosiddetta città nuova longobarda, chiamata nuova rispetto a quella precedentemente esistita in epoca romana nello stesso posto.

Origini romane. Segni dell’esistenza della città romana precedente al centro longobardo sono:
1. i ritrovamenti archeologici, tra cui i ruderi delle antiche terme, il teatro, Port’Arsa che consente l’accesso al rione, e l’Arco del Sacramento;
2. i resti di colonne e sculture romane incastonate nelle pareti delle case, a testimonianza del lavoro di ristrutturazione e riqualificazione per mano dei longobardi.

Struttura. Il Triggio conserva ancora il carattere medievale con palazzi d’epoca in pietra affacciantisi su strette strade intricate e lastricate sempre in pietra.

Leggende. Molte leggende sono nate e sopravvivono all’interno di questo antico quartiere tra cui quella del Mazzamauriello e della Zoccolara.

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